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  • Research Article
  • 10.60923/issn.2039-9715/23529
Revisiting the Historiography of Postwar Avant-Garde Music
  • Dec 17, 2025
  • Musica Docta
  • Christoph Haffter

This review discusses Revisiting the Historiography of Postwar Avant-Garde Music (2023), edited by Anne-Sylvie Barthel-Calvet and Christopher Brent Murray. The volume reassesses the European musical avant-garde after 1945 not by offering external cultural critique, but by revisiting archival sources to shed light on the networks, influences, and contexts that shaped composers such as Boulez, Stockhausen, Nono, Kagel, Berio, Messiaen, and Xenakis. Contributions range from analyses of self-historicizing narratives and economic structures to explorations of the technical and aesthetic conditions of composition. Framed by essays from Martin Kaltenecker and Pascal Decroupet, the collection advocates for a historiography based on constellations of themes and proposes a ‘sonal’ history that focuses on the ‘inner life of sounds.’

  • Research Article
  • 10.60923/issn.2039-9715/23525
Focus − Insegnare Storia della musica: Università, Conservatorio, Scuole
  • Dec 17, 2025
  • Musica Docta
  • Lorenzo Bianconi + 5 more

Il 30 ottobre 2024 il SagGEM – Gruppo per l’educazione musicale dell’Associazione «Il Saggiatore musicale» – ha dedicato il consueto Meeting annuale al tema “Insegnare Storia della musica: Università, Conservatorio, Scuole”. All’incontro, tenutosi nell’auditorium dell’Opificio Golinelli di Bologna, hanno partecipato come relatori Luca Aversano, Lorenzo Bianconi, Michele Calella, Donatella Restani, Alessandro Roccatagliati e come discussants Antonio Caroccia e Luisa La Guardia.Affidata a Juan José Carreras, l’introduzione (Sulla necessità della storiografia musicale) ha richiamato l’attenzione su un nodo cruciale: se dagli anni Settanta la storiografia musicale sembra attraversare una crisi permanente, nel quadro della più ampia riflessione sulla storia e sulle discipline umanistiche, proprio questa condizione rende ancora più urgente riaffermare il valore della storia, della coscienza storica e della ricerca di nuove prospettive storiografiche e strategie comunicative. In questa direzione si è posto anche il contributo del Presidente dell’Associazione fra Docenti universitari italiani di Musica, Luca Aversano (Legittimare l’insegnamento della Storia della musica nel mondo contemporaneo: il ruolo delle università), che ha ribadito l’urgenza di promuovere nelle giovani generazioni un autentico bisogno di conoscenza nel campo storico-musicale.Alle questioni sollevate sono state offerte risposte provenienti da differenti prospettive istituzionali, rappresentative di Scuola, Conservatorio e Università. Presentiamo qui, ringraziando gli autori che hanno messo a disposizione i loro testi, gli interventi di Lorenzo Bianconi, Michele Calella, Donatella Restani, Alessandro Roccatagliati, insieme ai brevi contributi di Antonio Caroccia e Luisa La Guardia.

  • Research Article
  • 10.60923/issn.2039-9715/23528
Margaret S. Barrett – Heidi M. Westerlund, Music Education, Ecopolitical Professionalism, and Public Pedagogy. Toward Systems Transformation
  • Dec 17, 2025
  • Musica Docta
  • Giulia Ferdeghini

Margaret S. Barrett e Heidi M. Westerlund in Music Education, Ecopolitical Professionalism, and Public Pedagogy. Toward Systems Transformation (Springer, 2023) propongono di ripensare alla pedagogia musicale e al professionismo degli insegnanti di musica e dei musicisti come a mezzi funzionali al miglioramento dell’ecologia sociale in termini di giustizia, etica e creatività. L’obiettivo è generare un impatto sociale trasformativo in direzione di una democratizzazione inclusiva nella fruizione di un’educazione musicale di qualità. Tra i vari temi proposti vi è la critica al «professionismo imperialista» e all’impostazione tradizionale dell’insegnamento fondato sulla conservazione tecnica e sulla gerarchizzazione dei repertori musicali. Vengono presentati tre casi di studio – l’esperienza comunitaria di Tuulikki Laes, i progetti cooperativi di Riju Tuladhar e l’attivismo globale di Ricky Kej – per dimostrare come le grandi sfide contemporanee (dal cambiamento climatico alle disuguaglianze economiche e sociali) possano essere affrontate attraverso progetti didattico-musicali pubblici. La proposta, pur complessa da contestualizzare e modulare nel contesto educativo italiano, sollecita un’interessante e attuale riflessione sul ruolo sociale e politico che anche l’insegnamento musicale può assumere.

  • Research Article
  • 10.60923/issn.2039-9715/23523
Il contributo dei PCTO alla formazione del pubblico musicale: ricerca musicologica, strategie didattiche
  • Dec 17, 2025
  • Musica Docta
  • Francesca Piccone

Negli attuali scenari formativi, i Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO) si configurano quali dispositivi di auto-orientamento vòlti ad accompagnare i discenti nella transizione scuola-università, nonché a contrastare la dispersione scolastica. Alla luce della flessibilità di simili esperienze e del possibile coinvolgimento sinergico di diversificate professionalità, i PCTO promuovono un coinvolgimento attivo degli studenti anche nell’ambito della didattica dell’ascolto e della trasposizione del sapere musicale, qualificandosi come mirati e innovativi interventi per le discipline musicali e musicologiche. Il presente contributo esamina strategie e metodologie didattiche utili a valorizzare la ricerca musicologica e la redazione del programma di sala in tali dimensioni auto-orientative, nella prospettiva di una fruizione critica e consapevole del patrimonio culturale, della formazione del pubblico musicale, e di potenziali future nuove professionalità.

  • Research Article
  • 10.60923/issn.2039-9715/23522
Riccardo Malipiero e i frammenti di un Sereni “quasi dodecafonico”: una prospettiva analitica (con qualche osservazione didattica)
  • Dec 17, 2025
  • Musica Docta
  • Emanuele Franceschetti

L’articolo è dedicato all’intonazione (realizzata nel 1979) di Riccardo Malipiero (1914-2003) di alcuni frammenti poetici tratti dall’ultima raccolta di Vittorio Sereni (1913-1983), Stella variabile. A partire da una panoramica ad ampio raggio sui tratti salienti del Novecento “poetico-musicale” italiano, attraverso gli strumenti dell’analisi poetica e dell’analisi musicale si cerca in questo contributo non soltanto di valutare ed interpretare gli esiti di una delle rarissime intonazioni musicali dei versi del poeta di Luino (elemento, questo, che già di per sé meriterebbe una certa attenzione), ma anche di verificare possibili convergenze di stile ed estetica tra due artisti che, pur entro parabole creative di innegabile modernità, hanno sempre scelto vie espressive meno radicali di quelle tipiche dell’avanguardia. L’articolo, che si vuole animato anche da una possibile ispirazione didattica (da cui le diverse riflessioni e proposte di carattere “operativo”), si avvale anche di due lettere inedite di Riccardo Malipiero a Vittorio Sereni, rese disponibili per la realizzazione di questo scritto.

  • Research Article
  • 10.60923/issn.2039-9715/23531
“FA-SI” di Luciano Berio: percorsi analitici per l’esecuzione
  • Dec 17, 2025
  • Musica Docta
  • Marco Uvietta

Lo scopo di questo contributo è fornire, attraverso la ricerca storica, l’analisi tecnico-stilistica e gli aspetti strumentali, una serie di suggerimenti per la comprensione e l’esecuzione di una composizione di Luciano Berio. Perché scegliere FA-SI per organo e registranti come esempio didattico? Per tre ragioni fondamentali: 1) per la relativa semplicità della sua concezione formale; 2) perché Berio non ne ha predisposto ulteriori versioni (pertanto il progetto compositivo risulta più trasparente rispetto a composizioni che sono state profondamente rivedute); 3) perché l’organo è uno strumento complesso e variabile, circostanza che impone la scelta del tipo di strumento sulla base delle caratteristiche tecniche, formali e stilistiche della composizione. Al di là dell’analisi del funzionamento dell’opera, si cercherà di fornire interpretazioni e suggerimenti esecutivi attraverso metafore e suggestioni tratte da altri ambiti del sapere.

  • Research Article
  • 10.60923/issn.2039-9715/23521
On the road: l’Ansingen e le altre processioni di pueri cantores in Tirolo tra tardo Medioevo ed Età moderna
  • Dec 17, 2025
  • Musica Docta
  • Giulia Gabrielli

Nel Tirolo tra tardo Medioevo ed Età moderna, i bambini delle scuole ecclesiastiche erano protagonisti di processioni e canti pubblici, parte integrante della vita religiosa e civile. Numerose fonti (libri liturgici, cronache di viaggio, regolamenti scolastici) attestano l’importanza del canto infantile nelle celebrazioni e nelle processioni, come nella festa dei santi Innocenti e nell’usanza del Kinderbischof. Particolare rilievo rivestì l’Ansingen, forma di canto pubblico extraliturgico svolto da bambini e maestri per raccogliere offerte. Il regolamento della scuola di Bolzano del 1424 descrive in dettaglio le modalità, i percorsi e la gestione economica di queste esibizioni, specialmente durante il periodo natalizio. I canti comprendevano sia repertorio liturgico, sia musiche in lingua volgare, inclusa la polifonia. L’Ansingen fu anche un mezzo di sostentamento per scolari poveri. Col tempo, il repertorio si ampliò, ma venne poi regolamentato dalla Chiesa per evitare le influenze del mondo protestante.

  • Research Article
  • 10.60923/issn.2039-9715/23526
Piera Bagnus, Quadri di pedagogia musicale inclusiva
  • Dec 17, 2025
  • Musica Docta
  • Stefano Bragetti

Il volumetto qui recensito, ridotto per dimensione ma assai denso per contenuti significativi di area pedagogico-musicale, rappresenta una rassegna di esperienze assai variegate. L’autrice, che è dottoressa di ricerca in scienze dell’educazione e docente di pedagogia musicale nei conservatori, focalizza una serie di momenti, che vanno dalla narrazione di vissuto formativo personale al racconto di alcune esperienze condotte come operatrice sul campo in ambito di pedagogia speciale, fino all’analisi e alla discussione su profili e funzioni pedagogiche significative trattate in maniera più generale e meno contestualizzata. Il discorso, rivolto in modo aperto a quanti siano interessati a vario titolo ai temi e alla prospettiva dell’inclusività pedagogica in campo musicale, viene condotto oltre che attraverso un rigoroso supporto documentale e argomentativo, mediante un originale impianto metaforico che coinvolge alcune opere pittoriche di diverse epoche e stili, nel quadro di una sensibilità artistica orientata in maniera multi- e transdisciplinare, sostenuta e stimolata da una diretta militanza pedagogico-critica a diversi livelli.

  • Research Article
  • 10.60923/issn.2039-9715/23519
Keep it simple, student! Platone e la formazione musicale del cittadino
  • Dec 17, 2025
  • Musica Docta
  • Massimo Raffa

Uno degli aspetti più difficili da indagare nella pedagogia musicale greco-romana è la didattica degli strumenti, sia per il cittadino comune sia per il professionista. I trattati infatti sono invariabilmente dedicati alla teoria, mentre lo sforzo fisico e mentale dell’apprendere uno strumento è ritenuto un’attività manuale e quasi servile, non meritevole di elaborazione teorica. Questo contributo prende in esame un noto passo delle Leggi di Platone, in cui il filosofo delinea una sorta di curricolo elementare per l’insegnamento della citarodia nell’immaginaria colonia cretese di Magnesia, per definire quali fossero secondo il filosofo i livelli essenziali di competenza musicale del cittadino non specialista.

  • Research Article
  • 10.60923/issn.2039-9715/23530
Nick Sorensen, The Improvising Teacher: Reconceptualising Pedagogy, Expertise and Professionalism
  • Dec 17, 2025
  • Musica Docta
  • Gabriele Rubino

Il volume di Sorensen rappresenta una sintesi complessiva del suo lavoro decennale di ricerca nell’ambito dell’improvvisazione come pratica e metafora dell’insegnamento esperto. Nella recensione si descrivono i punti salienti del modello teorico dell’autore e i risultati dei suoi studi più significativi, si evidenziano le proposte per la progettazione di percorsi formativi coerenti con il prototipo del “docente improvvisatore”, mettendo in luce le possibili applicazioni anche nel contesto italiano.