- Research Article
- 10.54103/2282-0035/28221
- Feb 27, 2025
- ACME
- Francesca Artemisio
L’opera maggiore di Gilberto di Tournai è curiosamente provvista di un duplice titolo:Rudimentum o Erudimentum doctrinae. Di tale doppia denominazione Gilberto dà notizia nella prefazione, senza tuttavia offrire motivazioni aggiuntive che ne chiariscano il senso. La questione è sinora passata quasi del tutto inosservata, ma la rarità del termine erudimentum invita ad una riflessione che superi l’ipotesi di un banale gioco paronimico. A partire dunque dall’escussione delle attestazioni del termine, il contributo si propone di ricostruirne il campo semantico, per comprenderne il valore in relazione al titolo complessivo dell’opera, alle intenzioni programmatiche di Gilberto e all’unico precedente noto al quale egli poteva mirare, l’Elementarium Doctrinae (E)rudimentum di Papias. Per ragioni diverse, anche il titolo dell’opera di Papias è stato oggetto di una lunga diatriba tra gli studiosi, ma dalla collazione tra i testimoni più autorevoli dell’Elementarium – qui offerta in appendice – è finalmente possibile fornire un chiarimento definitivo sull’effettiva denominazione del lessico.
- Research Article
- 10.54103/2282-0035/28217
- Feb 27, 2025
- ACME
- Alberto Longhi
I ventuno βασιλικοὶ λόγοι scritti e pronunciati da Michele Psello (1018 – 1078), inediti fino alla seconda metà del XIX secolo, hanno visto diverse edizioni principi fino agli anni Ottanta del secolo scorso; furono riuniti in un unico volume teubneriano nel 1994, per cura di George T. Dennis, sotto il titolo di Orationes panegyricae; sebbene questo volume sia tutt’oggi l’edizione di riferimento per gli encomi pselliani, esso consta di numerose problematicità: ordine delle orazioni non corrispondente a quello cronologico, assenza di altre cinque orazioni (tuttavia presenti negli Oratoria minora curati da Littlewood), frequentissime letture errate dai manoscritti e un apparato delle fonti che spesso travisa gli intenti dell’autore. Con l’ausilio dei numerosi studi su Psello pubblicati nel corso degli ultimi vent’anni, l’intento del presente contributo è fornire uno studio preparatorio per una nuova edizione critica, evidenziando e superando tutte le problematicità delle precedenti edizioni teubneriane.
- Research Article
- 10.54103/2282-0035/28224
- Feb 27, 2025
- ACME
- Lucia Cecchet
Il presente contributo intende discutere la questione delle cittadinanze greche multiple in età imperiale analizzandonalcuni passi delle orazioni bitiniche di Dione di Prusa. Si tratta di passi che mettono bene in luce le modalità e i contesti pubblici e istituzionali nei quali le cittadinanze acquisite, lungi dall’essere percepite semplicemente come titoli onorifici, ponevano difficoltà, limiti e sfide concrete per i loro titolari: il caso di Dione e dei suoi sofisticati tentativi di destreggiarsi davanti alle assemblee e ai consigli di città bitiniche spesso rivali tra loro ne è un chiaro esempio.
- Research Article
- 10.54103/2282-0035/28379
- Feb 27, 2025
- ACME
- Rinaldo Vignati
Mario Pannunzio è oggi ricordato soprattutto come direttore del settimanale «Il Mondo». Prima di fondare e dirigere questa rivista, e dedicarsi soprattutto alla politica, Pannunzio aveva coltivato interessi di varia natura, dedicandosi a esperienze pittoriche, dirigendo riviste letterarie e occupandosi di cinema. In ambito cinematografico svolse attività di critico (in particolare per «Omnibus») e di sceneggiatore (per alcuni film di Mario Camerini e di Duilio Coletti). Questo articolo, partendo da alcuni documenti ritrovati nel Fondo Mario Pannunzio conservato presso l’Archivio Storico della Camera, avanza l’ipotesi che siano attribuibili a Pannunzio anche alcuni articoli sulla lavorazione dei film negli studi di Cinecittà apparsi sul quotidiano milanese «L’Ambrosiano» nel corso del 1938 e firmati con lo pseudonimo Diogene. Per quanto non vi sia una prova definitiva che la attesti con certezza, l’esame dei documenti dell’Archivio e le assonanze che emergono dal confronto tra gli articoli di Diogene e le recensioni che Pannunzio pubblicava nello stesso periodo su «Omnibus» rendono altamente probabile l’attribuzione.
- Research Article
- 10.54103/2282-0035/28220
- Feb 27, 2025
- ACME
- Andrea Pizzotti
L’articolo propone, a partire da un’analisi dettagliata dei contenuti mitologici esposti nel decimo capitolo del cosiddetto Fragmentum Censorini (= Nikokrates, FGrHist e BNJ2 376 F 4), una nuova contestualizzazione dell’estratto in seno alla dottrina musicale-metrica pseudocensoriniana.
- Research Article
- 10.54103/2282-0035/28219
- Feb 27, 2025
- ACME
- Antonio Mura
Questa breve nota discute le precedenti interpretazioni relative all’elenco dei cibi presente in Ar. fr. 264 K.-A.. Attraverso un esame dei luoghi addotti dagli studiosi (Suet. Nero 25; Eratosth. FGrHist 14; Plut. Glor. Ath. 6, 349a 10-13), si mette in evidenza che il frammento non riguarda né un rituale imprecisato né, tantomeno, la pratica della φυλλοβολία. Si suggerisce, infine, un’interpretazione figurata del frammento in senso meta-letterario.
- Research Article
- 10.54103/2282-0035/28226
- Feb 27, 2025
- ACME
- Lucrezia Marantonio
Fondo Patturelli inserisce la città di Capua tra quei complessi santuariali nei quali l’enorme quantità di patrimonio votivo recuperato, oltre diecimila pezzi, permette di conoscere e ricostruire, non senza difficoltà, il panorama religioso e votivo di questa area sacra strettamente connessa alla vita religiosa, sociale e territoriale della comunità campana. All’interno del repertorio di eccezionale consistenza numerica e varietà tipologica delle molteplici raffigurazioni di divinità che affiancano nel tempo la dea maternale e curotrofica dell’età arcaica, compare anche Eros: un soggetto apparentemente secondario, diffuso tra III e II sec. a.C., la cui quantità di attestazioni chiama in causa un numero considerevole di testimonianze, anche al di fuori del territorio campano, tale da rendere necessario un suo studio ai fini di una delineazione il più completa possibile della sua figura. Il quadro generale e il contesto, anche in relazione ad altre categorie fittili presenti all’interno del Fondo Patturelli, suggeriscono la sua vocazione specifica e sembrano confermarne il ruolo come intimamente connesso alla protezione biologica e sociale della comunità, soprattutto femminile, a garanzia di una fondamentale continuità.
- Research Article
- 10.54103/2282-0035/26669
- Oct 17, 2024
- ACME
- Giulia Greco
L’articolo presenta e discute gli scarni dati biografici disponibili su Rorgone Fretello, autore di una fortunata topografia della Terra Santa della prima metà del XII secolo (Descriptio de locis sanctis), e offre un quadro relativo alle due redazioni note dell’opera, inquadrando i principali aspetti legati alla loro tradizione manoscritta, alla ricezione e alla storia editoriale. Mentre la prima redazione, dedicata al vescovo boemo Enrico Sdyck, conta sei codici, la seconda, che è destinata al conte spagnolo Rodrigo di Toledo e di cui in questa sede viene discussa e confermata la paternità fretelliana, godette di maggiore successo: essa è trasmessa da quarantadue testimoni e costituisce la fonte di successive opere geografiche sulla Terra Santa. In appendice si fornisce un confronto tra i testi critici dei due prologhi, allo scopo di offrire un saggio delle modifiche messe in atto nel passaggio dalla prima alla seconda redazione della Descriptio.
- Research Article
- 10.54103/2282-0035/26666
- Oct 17, 2024
- ACME
- Michael Lioi
Cette contribution explore la production dramatique de Louis-Ferdinand Céline, constituée de deux pièces écrites en 1927 (L’Église et Progrès). En particulier, l’étude enquête la fonction du théâtre pour l’écrivain, à travers une analyse littéraire des deux pièces. Cette production est une première tentative de dénonciation sociale, une critique que les lecteurs connaissent depuis la parution de Voyage. Dans la première pièce l’auteur condamne les actions de l’administration coloniale dans les territoires africains et il introduit son idéologie antisémite en décrivant les représentants de la Société des Nations. Avec Progrès, Céline déploie une satire de la société bourgeoise qui lui est contemporaine, caractérisée par une morale déchue. L’article explore ensuite les possibles influences qui ont mené Céline à écrire pour le théâtre; la lecture de sa correspondance nous permet de découvrir que Céline était un véritable amateur du théâtre français et notamment celui de Molière. Il en découle une réflexion qui nous permet d’associer sa production à celle du Théâtre classique du XVIIe siècle. Céline aurait sans doute été inspiré par les comédies-ballets du célèbre dramaturge, en rendant jeunesse aux classiques nationaux français sur la scène contemporaine.
- Research Article
- 10.54103/2282-0035/26674
- Oct 17, 2024
- ACME
- Cristina Brancaglion
L’étude des emprunts lexicaux de l’italien vers le français a produit une large littérature orientée essentiellement vers le français de France. Mais qu’en est-il des italianismes dans les autres variétés géographiques de français? Le développement de la lexicographie différentielle, qui décrit les unités lexicales particulières aux divers espaces francophones, a amené à la constitution d’un large corpus qui permet désormais d’orienter ces recherches vers les vocabulaires extra-hexagonaux. Le domaine québécois se révèle particulièrement intéressant étant donné que l’on dispose aujourd’hui de descriptions lexicographiques variées intégrant les approches différentielle, descriptive, terminologique. Une analyse du domaine sémantique concernant l’alimentation dans le GDT, le plus productif à l’époque actuelle, permettra de s’interroger sur les éléments d’innovation que l’italien apporte au français québécois et sur les stratégies d’assimilation attestées dans cette variété de langue. Cette recherche permettra d’ailleurs de réfléchir aux modalités par lesquelles l’italien peut encore s'avérer une langue d’enrichissement pour le français, notamment dans son expansion hors de France.