- Research Article
- 10.54103/2531-6710/30589
- Dec 22, 2025
- Società e diritti
- Attilio Pisanò
Assumendo come prospettiva quella dei diritti, il contributo evidenzia dapprima le condizioni della “crisi della democrazia”, specificatamente intesa come crisi della componente democratico-rappresentativa nello Stato costituzionale di diritto. Quindi il paper sostiene l’impossibilità dei diritti umani di divenire strumenti effettivi di cambiamento e trasformazione sociale senza il verificarsi di determinate condizioni istituzionali a livello domestico. In conclusione, il paper mette in evidenza i rischi legati al divario sempre più crescente nella cosmopolis tra chi ha sempre più diritti e chi ne ha sempre meno (human rights gap).
- Research Article
- 10.54103/2531-6710/30587
- Dec 22, 2025
- Società e diritti
- Fabia Ciaramelli
RiassuntoIn democrazia, la legittimazione del potere attraverso il consenso e la legittimazione del potere attraverso i diritti hanno la medesima provenienza e, dunque, il medesimo fondamento: l’autodeterminazione della società. In conseguenza di ciò, l’odierna insofferenza nei confronti dello stato di diritto va compresa e combattuta a partire dalla ripresa del progetto radicale della democrazia moderna: la costruzione d’una società in cui coloro che erano considerati solo sudditi riescano a diventare a tutti gli effetti cittadini.
- Research Article
- 10.54103/2531-6710/30596
- Dec 22, 2025
- Società e diritti
- Orsetta Giolo
Le teorie critiche del diritto contestano radicalmente la rappresentazione della forza/violenza come elemento necessario e fondativo delle istituzioni giuridiche e politiche. Per questa ragione, esse sono in grado di offrire un contributo rilevantissimo alla sistematizzazione di un apparato argomentativo finalizzato al riconoscimento della pace come principio e della guerra come negazione del diritto. Il saggio si sofferma in particolare su alcune delle numerose convergenze metodologiche e tematiche rinvenibili tra il giusfemminismo e il pacifismo giuridico, da intendersi, questi ultimi, quali saperi inediti capaci di contrastare l’ascesa preoccupante di una generalizzata e rinnovata fascinazione per le retoriche e le pratiche belliche.
- Research Article
- 10.54103/2531-6710/30590
- Dec 22, 2025
- Società e diritti
- Valeria Marzocco
Secondo una tesi molto discussa in questi anni, la crisi del costituzionalismo contemporaneo sarebbe in parte riconducibile all’affermarsi di dinamiche di matrice populistica. È un tema che si espone per sua natura al quadro classico dell’antagonismo tra popolo ed élites, mostrandosi però distinto e forse non del tutto a esso sovrapponibile. La sfiducia nei riguardi della rappresentanza politica ne è il principale nucleo, al punto che è possibile domandarsi se, diversamente dall’anti-elitismo, il populismo sia in effetti compatibile con il costituzionalismo e, in particolar modo, con il costituzionalismo democratico. Mentre ad avviso di alcuni studiosi il costituzionalismo di matrice liberale non sarebbe intaccato dai movimenti populistici, altrove, per converso, si sottolinea come le istanze populistiche ne minino nel profondo l’idea, il concetto e le prerogative. Nelle analisi del populismo, si tratta di una rappresentazione che convive con una diversa tesi, in cui prevale una sua concettualizzazione in termini di strategia di riattivazione del circuito democratico. La domanda è se, in ultima battuta, questo “populismo democratico” possa sottrarsi alle forme della mediazione e della rappresentanza.
- Research Article
- 10.54103/2531-6710/30593
- Dec 22, 2025
- Società e diritti
- Giménez Merino
La crisis democrática del presente puede palparse en dos niveles complementarios: por abajo, desde el miedo creciente hacia amenazas reales o ficticias y el consiguiente refugio de las gentes en el ámbito privado; por arriba, desde el frecuente recurso a la suspensión de libertades y a la segregación, la expulsión e incluso el exterminio de segmentos de población asociados a dichas amenazas. Todo ello con el telón de fondo de la progresiva dificultad para mantener el crecimiento económico y la ruptura del multilateralismo. De esta manera, se han creado las condiciones propicias para la normalización de la excepción político-jurídica, que aquí se examina históricamente y desde dos de sus manifestaciones particulares: el “orden basado en reglas” y las “cajas de arena regulatorias”. Finalmente, se esbozan algunas perspectivas posibles de futuro.
- Research Article
- 10.54103/2531-6710/30586
- Dec 22, 2025
- Società e diritti
- Giovanni Messina
Presentazione del Prof. Giovanni Messina
- Research Article
- 10.54103/2531-6710/30594
- Dec 22, 2025
- Società e diritti
- José Luis Gordillo
Se c'è un tema tanto ricorrente quanto conflittuale nel corso della storia del pensiero, questo è sicuramente incarnato dalla libertà umana, sia in generale che in alcune delle sue manifestazioni specifiche (libero arbitrio, libertà di pensiero, libertà religiosa, libertà di agire, ecc.). In ragione di ciò, quanto segue non ha alcuna pretesa di originalità. Né di atemporalità: un po' come cercare di definire, una volta per tutte e a partire, ad esempio, da una pomposa e magniloquente Teoria della giustizia, ciò che si debba intendere per libertà in ogni epoca e luogo. La finalità che anima queste pagine è molto più umile: con esse si intende unicamente fornire stimoli alla riflessione, su un piano più normativo che prasseologico, su ciò che si deve intendere per libertà tenendo conto dei grandi problemi che l'umanità dovrà affrontare nel corso del XXI secolo.
- Research Article
- 10.54103/2531-6710/30592
- Dec 22, 2025
- Società e diritti
- Daniela Santus
La polarizzazione del discorso pubblico sul conflitto israelo-palestinese ha investito anche le università europee, trasformando luoghi di elaborazione critica in spazi di adesione ideologica. Il riconoscimento dello Stato di Palestina, pur privo di una statualità effettiva, ha riattivato tensioni simboliche e geopolitiche che rischiano di legittimare entità non pluraliste e di consolidare narrazioni identitarie fondate sull’opposizione. In questo quadro, l’educazione diventa infrastruttura del conflitto: a Gaza, la pedagogia dell’odio promossa da Hamas costruisce il nemico come figura assoluta, mentre in Israele il dissenso è parte integrante del sistema educativo e universitario. Il boicottaggio accademico contro Israele, diffuso in numerosi atenei occidentali, rivela un doppio standard che ignora la pluralità interna e penalizza proprio le voci critiche. L’università, per sua natura, non può essere neutra: deve scegliere se essere spazio di elaborazione o di propaganda, di ascolto o di censura. La proposta di ridefinire l’identità palestinese in chiave generativa — non più fondata sul rifiuto dell’altro ma sulla costruzione di senso — apre una prospettiva teologica e politica che interpella anche l’Europa. Pensare contro se stessi, come suggeriva Edward Said, è oggi l’unico gesto intellettuale capace di trasformare la memoria in futuro.
- Research Article
- 10.54103/2531-6710/30591
- Dec 22, 2025
- Società e diritti
- Alberto Andronico
Il testo analizza la riflessione di Franco Fornari sulla guerra come prosecuzione e superamento del pensiero di Freud. Muovendo dal carteggio Freud–Einstein, Fornari interpreta la guerra come esito di un’elaborazione paranoica del lutto, ossia della proiezione all’esterno della colpa e della pulsione di morte. La situazione atomica rende tale meccanismo insostenibile, poiché la distruzione del nemico coincide con l’autodistruzione. Da qui la necessità di un ritorno al soggetto e di una desovranizzazione dello Stato, fondamenti di una possibile “rivoluzione depressiva” che subordini la sovranità politica alle leggi dell’eticità individuale, configurando la guerra come delitto collettivo.
- Research Article
- 10.54103/2531-6710/30588
- Dec 22, 2025
- Società e diritti
- Lucia Corso
Il saggio analizza la crisi del costituzionalismo contemporaneo distinguendo tra il declino del costituzionalismo globale e le tensioni endemiche delle democrazie costituzionali. Dopo aver ricostruito le origini e i limiti del modello universalista di rule of law, viene proposta una lettura alternativa delle crisi, fondata su indicatori politici e sociali piuttosto che puramente istituzionali. L'obiettivo è chiarire come molte presunte crisi riflettano fisiologiche dinamiche democratiche più che autentici processi di regressione costituzionale.