- Research Article
- 10.19272/202008301015
- Sep 18, 2020
- Studi E Problemi Di Critica Testuale
- Caterina Miracle Bragantini
Il saggio propone un’ipotesi comparativa finalizzata allo studio del mito classico nella produzione di Alberto Savinio. L’autrice si sofferma sulla possibilità di lettura dell’infanzia saviniana quale latente Pathosformel di warburghiana memoria, il cui sintomo risiederebbe nella costante presenza nella sua opera di ‘fantasmi del mito’, sopravvivenze di un passato che continuamente riemerge e prende corpo. In tale prospettiva si prende in esame un corpus di racconti suddiviso in tre morfologie narrative sulla base delle modalità di comparsa di tali fantasmi: racconti dell’apparizione, della metamorfosi e della riemersione.
- Research Article
- 10.19272/202008301003
- Sep 17, 2020
- Studi E Problemi Di Critica Testuale
- Armando Antonelli
- Research Article
- 10.19272/202008301012
- Sep 6, 2020
- Studi E Problemi Di Critica Testuale
- Martino Marazzi
italianoA partire dagli anni ottanta del secolo scorso si e cominciato a riflettere sistematicamente sulla presenza e la funzione della donna in Machiavelli. Le sue molteplici figure femminili – ‘reali’ o metaforiche – sono state poste al centro di analisi che hanno attraversato criticamente l’intera opera del Segretario fiorentino, fatta ‘reagire’ con gli orientamenti di una critica assai variamente impostata, ma che ha tenuto conto – con maggiore o minore ‘simpatia’ – dell’emergere di un pensiero femminista. L’articolo ripercorre questa vicenda, delineando gli snodi salienti del dibattito e argomentando la sua forte attualita. EnglishFrom the 1980s, scholarship has started a systematic reflection on the presence and role of women in Machiavelli. His many and diverse female characters – be they ‘real’ or metaphorical – have been the focus of analyses that critically examine the Florentine Secretary’s entire oeuvre. This aspect of his work has received much attention from a variety of perspectives, taking into account – with more or less ‘sympathy’ – the acquisitions of feminist criticism. This article maps the decade-long debate, pointing out its central issues, and stressing its ongoing relevance
- Research Article
- 10.19272/202008302003
- Jan 1, 2020
- Studi E Problemi Di Critica Testuale
- Aldo Maria Morace
italianoIl capolavoro di Federico De Roberto, I Vicere, ha avuto una complessa vicenda elaborativa, che si e protratta dal luglio del 1891 al settembre del 1894, quando ha avuto termine il tormentoso lavoro delle quattro redazioni e dei pentimenti apportati sulle bozze fino all’ultimo. Questo saggio ricostruisce la storia testuale dei Vicere facendo perno sulla prima e sconosciuta redazione del romanzo – ricomposta attraverso un paziente puzzle musivo – e sugli appunti, gli schemi, i materiali documentari che l’hanno preparata e accompagnata. Ne scaturisce una innovativa focalizzazione dell’officina segreta del romanziere, ma soprattutto del processo attraverso cui l’idea genetica dei Vicere e giunta a congiungere con modernita sperimentale di tecnica narrativa la micro e la macrostoria nel potente affresco di una societa in trasformazione epocale. EnglishFederico De Roberto’s masterpiece, I Vicere, had a complex elaborative story, which lasted from July 1891 to September 1894, when the tormenting work of the four autographed drafts and the regrets made on the print proofs ended up to the last. This essay reconstructs the textual history of I Vicere by hinging on the first and unknown draft of the novel – recomposed through a patient mosaic puzzle – and on the notes, schemes, documentary materials that prepared and accompanied it. The result is an innovative focus of the novelist’s secret workshop, but above all of the process through which the genetic idea of I Vicere has come to combine micro and macrohistory with experimental modernity of narrative technique in the powerful fresco of a society in epochal transformation.
- Research Article
- 10.19272/202008301008
- Jan 1, 2020
- Studi E Problemi Di Critica Testuale
- G L Beccaria
italianoDopo una parte dedicata ai codici greci in possesso di Francesco Patrizi da Cherso e venduti nel 1575 a Filippo II di Spagna perche facessero parte della biblioteca dell’Escorial, il contributo prende in esame il testo di Del Governo de’ regni (Ferrara 1583), traduzione dello Stephanites kai Ichnelates di Simeone Seth, che presenta non pochi problemi testuali e filologici, primo fra tutti la controversa identita del traduttore e la questione delle fonti greche, che vengono qui definitivamente indicate nell’Escorialense Y.iii.6, manoscritto che contiene due versioni dello Stephanites. Il raffronto tra le due redazioni e il testo del Governo de’ regni, l’esame analitico della traduzione nella sua resa ora letterale ora piu libera, permettono di attribuire con certezza il Governo de’ regni a Francesco Patrizi. EnglishThe first part of the article analyses the Greek codices in the possession of Francesco Patrizi da Cherso that were sold to Philip II in 1575. The second part examines Del Governo de’ regni, a translation of Simeon Seth’s Stephanites kai Ichnelates. The text poses various textual and philological problems. First, the identity of the translator and the problem of Greek sources, which are identified here in the Escorialense Y.iii.6, a manuscript that contains two versions of the Stephanites. The comparison between these two versions and Del Governo de’ regni, and the examination of the translation allow the attribution of Del Governo de’ regni to Francesco Patrizi.
- Research Article
- 10.19272/202008301010
- Jan 1, 2020
- Studi E Problemi Di Critica Testuale
- Francesca Florimbii
Il saggio offre nuove chiavi di lettura per gli Appunti per il Dizionario di Carlo Lorenzini-Collodi, conservati nel Fondo Nuove Accessioni della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (N. A. 754, II 5). Il rinnovato esame dei settantanove fogli (di cui si fornisce anche qualche riproduzione fotografica) apre infatti nuove ipotesi interpretative e possibili datazioni alternative. Lo spoglio delle voci censite per l’occasione da Collodi (che raggiungono il numero di 1861), e la presenza di alcune di queste su due fogli di recupero precedentemente utilizzati dall’autore per la stesura di una prima redazione della Lanterna magica, consentono di congetturarne una diversa origine e una inedita (e più verosimile) destinazione.
- Research Article
- 10.19272/202008301004
- Jan 1, 2020
- Studi E Problemi Di Critica Testuale
- Alfredo Cottignoli
- Research Article
- 10.19272/201908301007
- Jan 1, 2019
- Studi E Problemi Di Critica Testuale
- Vittorio Colombo
Il lavoro studia il contenuto di un inedito biglietto autografo di Vittorio Alfieri del 1798, probabilmente destinato all'erudito bibliotecario Angelo Maria Bandini; a testimonio degli sforzi, secondo l'A., che negli ultimi anni fiorentini il trageda aveva rivolto alla ricostruzione e ampliamento della propria biblioteca, ricercando preziose edizioni di testi anche greci e latini.
- Research Article
- 10.19272/201908302009
- Jan 1, 2019
- Studi E Problemi Di Critica Testuale
- Daniele Pellacani
L’articolo propone un’analisi dell’influenza del De rerum natura di Lucrezio \nnell’opera poetica di Mario Luzi.
- Research Article
- 10.19272/201908301006
- Jan 1, 2019
- Studi E Problemi Di Critica Testuale
- C Falco
L'articolo contribuisce alla conoscenza del matematico cremonese settecentesco Guido Grandi e di Francesco Arisi, erudito, amico e suo concittadino. Le centonove lettere inedite, spedite da Grandi ad Arisi tra il 1693 e il 1734, sono la testimonianza, secondo l'A., di una corrispondenza frequente, di un profondo legame tra due letterati lontani nello spazio, ma accomunati dai medesimi interessi e dall'affetto verso la propria citta natale. Le lettere, conservate oggi presso la Biblioteca Statale di Cremona, si concentrano su questioni private, ma aprono anche vive discussioni su questioni politiche ed economiche; la loro lettura - rileva la studiosa - consente dunque di indagare le difficili contingenze storiche, offrendo inoltre uno spaccato sul panorama cremonese settecentesco. Tra le questioni maggiormente dibattute nelle missive di Grandi, la piu rilevante e senza dubbio - argomenta la Falco - la sua presa di posizione nella 'querelle' che coinvolse Marco Girolamo Vide, vescovo di Alba. Altro oggetto di dibattito fu la veridicita del ritrovamento degli Scaritti di Volterra ad opera di Curzio Inghirami nel 1634, che genero scetticismo tra le eminenti personalita dell'epoca.