- Research Article
- 10.4000/145ot
- Jan 1, 2025
- Archivio antropologico mediterraneo
- Cristina Bessone
Obiettivo di questo articolo è fornire un primo contributo di ricerca sulla presenza di italiani nelle strutture penali della Nuova Caledonia e sul loro ruolo nella storia coloniale di questo Paese oceaniano. Dopo aver introdotto l’importanza del bagno penale nel processo di popolamento operato dalla Francia nella seconda metà del XIX secolo, vengono illustrate le modalità attraverso cui una parte dei detenuti divenne colono. Vengono quindi analizzate le “tipologie” di italiani condannati nel bagne caledone (detenuti per reati comuni, militari giudicati dai Consigli di guerra, prigionieri politici) e vengono presentate alcune specifiche figure di detenuti-coloni di origine italiana. La parte conclusiva si occupa del processo di patrimonializzazione della colonia penale e del recupero di memoria della storia dei bagnards, a lungo occultata a livello pubblico; si tratta di un processo che si inserisce appieno nell’arena politica della decolonizzazione.
- Research Article
- 10.4000/145p1
- Jan 1, 2025
- Archivio antropologico mediterraneo
- Giacomo Pozzi
- Research Article
- 10.4000/145ol
- Jan 1, 2025
- Archivio antropologico mediterraneo
- Ester Gallo
Questo contributo analizza il rapporto tra memoria e stratificazioni migratorie nel contesto dell’accoglienza di studiosi rifugiati arrivati in Europa dal 2015. L’analisi muove da due interrogativi interrelati. Il primo riguarda i modi attraverso cui la storia viene richiamata, o taciuta, nel presente in rapporto a specifiche categorie migratorie e relative strategie di accoglienza. Il secondo vuole intercettare le articolazioni esperienziali di quei soggetti, gli studiosi rifugiati in Europa, che sono inseriti nella narrazione pubblica come beneficiari delle stesse politiche. Nel rispondere a questi obiettivi, l’analisi vuole approfondire la dimensione processuale che sottende la costruzione di specifiche categorie migratorie, nonché il tema poco studiato dell’uso della memoria nelle strategie di inclusione/esclusione dei rifugiati.
- Research Article
- 10.4000/15ew7
- Jan 1, 2025
- Archivio antropologico mediterraneo
- Silvia Neposteri
L’articolo intende offrire un contributo alla comprensione del rapporto tra anzianità e ritualità, analizzando le pratiche di “fabbricazione” degli antenati nel peculiare contesto antemoro (costa sud-orientale del Madagascar). La riflessione si sviluppa attorno al processo definito “ancestralizzazione”, ovvero la costruzione dello status di antenato secondo criteri di “ancestralità” socialmente riconosciuti e condivisi. Non solo le pratiche funebri, ma l’intero ciclo di vita appare costellato da ritualità cerimoniali, la cui corretta esecuzione risulta fondamentale per il completamento del passaggio dalla condizione di anziano a quella di antenato. In questo quadro, l’analisi della tradizione manoscritta arabico-malgascia sorabe fornisce una prospettiva originale, utile a delineare alcune rappresentazioni ricorrenti e significative degli antenati, proprie di una ritualità definibile come “letteraria”. Tra la “de-individualizzazione” della figura ancestrale, tesa a un progressivo distacco da ogni connotazione umana, e l’“iper-individualizzazione” che emerge nell’attenzione alla genealogia, si configura un potente apparato culturale, capace di armonizzare elementi apparentemente contraddittori e garantire il mantenimento dell’ordine sociale, in un sistema di dominio politico e religioso in cui gli antenati sono ancora oggi protagonisti.
- Research Article
- 10.4000/145p2
- Jan 1, 2025
- Archivio antropologico mediterraneo
- Giuliana Sanò + 2 more
- Research Article
- 10.4000/145ow
- Jan 1, 2025
- Archivio antropologico mediterraneo
- Markus S Enk + 1 more
In this paper we describe the establishment of medicinal plantbeds as part of the Takatxi Nhipukutximyna project in the Caititu Indigenous Land, located in the Purus Region of the Brazilian Amazon. Based on an ethnographic and narrative research conducted between 2023 and 2024, it examines how indigenous women’s practices with medicinal plants challenge anthropocentric paradigms of health while reclaiming an indigenous way of living. We describe how plants like rue (arruda) reciprocate human care by offering protection and healing of the human and plant communities. The human-plant alliance sustains the interdependence between human and plant well-being by engaging with owners-of-nature - beings that protect the environment and its inhabitants. Based on our research’s post-colonial setting, we suggest intersectionality and indigenous perspectives to provide novel understandings of multispecies frameworks of relational health.
- Research Article
- 10.4000/15ewb
- Jan 1, 2025
- Archivio antropologico mediterraneo
- Amarilli Varesio
Basato su conversazioni con anziani/e della città di Gulu (Uganda settentrionale), questo studio esplora il campo discorsivo relativo alle trasformazioni materiali e simboliche nel rapporto con l’energia della comunità acholi urbana. L’abbandono e la trasformazione delle credenze e delle pratiche legate alle dimensioni rituali e spirituali delle fonti di energia, come il sole e il fuoco, e le implicazioni cosmologiche che ne conseguono rivelano la prospettiva degli anziani sulla società e la percezione della perdita del monopolio dell’autorità rituale sulle generazioni più giovani. In conclusione, le interpretazioni rispetto alla scomparsa della «vera» cultura acholi mostrano il senso di marginalità degli anziani, ulteriormente esacerbato in seguito alla guerra civile. Questa ha infatti causato enormi rotture nella vita culturale e sociale degli acholi e ha contribuito a cambiare norme e pratiche che rimangono in un processo di rinegoziazione a tutti i livelli della società.
- Research Article
- 10.4000/15ewh
- Jan 1, 2025
- Archivio antropologico mediterraneo
- Martina Gori
- Research Article
- 10.4000/15ewe
- Jan 1, 2025
- Archivio antropologico mediterraneo
- Dario Nardini
Tra le province di Firenze e Siena alcune persone (perlopiù uomini in pensione, figli di ex mezzadri) si dedicano nel tempo libero alla produzione di Vin Santo, riproponendo in questa attività le tecniche e i saperi che hanno appreso nel corso della loro gioventù, o riscoperto successivamente. Vino passito la cui lunga e complessa lavorazione difficilmente garantisce margini di guadagno, il Vin Santo fatica a entrare nei circuiti commerciali e continua a svolgere la sua funzione di vino “relazionale”: il suo consumo marca il tempo festivo e sancisce l’ospitalità, la reciprocità e la riconoscenza. La sua produzione e il suo consumo sono investiti di significati che trascendono il mero valore alimentare, diventando espressione di un’etica, di un’estetica e di un gusto “popolari” che permettono di ripensare le tradizionali categorie bourdieusiane. Continuando a vinificarlo, i protagonisti della ricerca aprono spazi ibridi di produzione e scambio che consolidano reti di relazioni, alimentano un senso di continuità con un passato percepito come più autentico e promuovono un connesso “senso dei luoghi” che si mantiene almeno parzialmente fuori dalle logiche di sfruttamento economico dei prodotti del territorio e da una rappresentazione turistica, “patrimoniale” e artefatta del paesaggio.
- Research Article
- 10.4000/15ewd
- Jan 1, 2025
- Archivio antropologico mediterraneo
- Elena Fusar Poli
Successivamente all’irruzione del Covid-19 a Oaxaca, la paura si è affermata come emozione dominante. La paura è intesa allo stesso tempo come effetto e come causa del rischio di contagio virale e come agente patogeno in sé, in grado di provocare la “paralisi” del sistema immunitario e quella fisica e sociale della persona. L’articolo propone una comparazione tra due categorie diagnostiche popolari rinvenute sul terreno e che mostrano molti tratti comuni: quella della paura da Covid-19 e il più noto susto, analizzandone somiglianze e differenze. Il susto ha costituito un modello esplicativo e un riferimento culturale per ricondurre l’ignoto al noto, favorendo processi di cura e reintroduzione dei pazienti nel contesto familiare e comunitario.