Per una critica radicale della guerra.
Abstract
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Le teorie critiche del diritto contestano radicalmente la rappresentazione della forza/violenza come elemento necessario e fondativo delle istituzioni giuridiche e politiche. Per questa ragione, esse sono in grado di offrire un contributo rilevantissimo alla sistematizzazione di un apparato argomentativo finalizzato al riconoscimento della pace come principio e della guerra come negazione del diritto. Il saggio si sofferma in particolare su alcune delle numerose convergenze metodologiche e tematiche rinvenibili tra il giusfemminismo e il pacifismo giuridico, da intendersi, questi ultimi, quali saperi inediti capaci di contrastare l’ascesa preoccupante di una generalizzata e rinnovata fascinazione per le retoriche e le pratiche belliche.