La <i>potentia absoluta Dei</i> e la critica degli universali nel pensiero di Guglielmo di Ockham

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Il presente studio esplora il ruolo giocato dalla potentia absoluta Dei, intesa come strumento per ridefinire le possibilità metafisiche, nella confutazione ockhamista degli universali. In primo luogo sono analizzati alcuni esempi testuali dove il ricorso alla potentia absoluta serve per smascherare la natura illusoria di entità superflue. La critica ockhamista, considerando il mondo come un insieme di cose singolari prive di legami ontologici verticali, stimola una lettura comparata tra il commento del francescano all’Isagoge di Porfirio e il saggio L’Antiporfirio di Umberto Eco. Pur nell’indiscutibile differenza dei due paradigmi culturali, è possibile individuare un fil rouge che accomuna la diversità dei loro obiettivi polemici. This study explores the role played by the potentia absoluta Dei, understood as an instrument for redefining metaphysical possibilities, in Ockham’s refutation of universals. First, several textual examples are analyzed in which the appeal to the potentia absoluta serves to unmask the illusory nature of superfluous entities. The Ockhamist critique, considering the world as a collection of singular things devoid of vertical ontological ties, prompts a comparative reading between the Franciscan’s commentary on Porphyry’s Isagoge and Umberto Eco’s essay L’Antiporfirio. Despite the indisputable difference between the two cultural paradigms, a fil rouge can be identified that unites the diversity of their polemical aims.

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