«It is possibly by Lazzaro? If so his masterpiece»: nuove luci sul San Gerolamo nello studio di Lazzaro Bastiani a Monopoli
La pala di San Girolamo conservata a Monopoli rappresenta un nodo centrale per la comprensione della diffusione della cultura figurativa veneta in Puglia tra Quattro e Cinquecento. L’opera, a lungo oggetto di dibattito attributivo, testimonia non solo la complessità dei rapporti artistici e culturali tra Venezia e l’Adriatico meridionale, ma anche il peso delle vicende politiche e sociali locali. In origine collocata nel duomo romanico monopolitano presso la cappella patronale della famiglia Ferro, la pala è stata in passato riferita a Gentile Bellini, fino alla definitiva attribuzione a Lazzaro Bastiani, avanzata da Berenson e sancita da Roberto Longhi nell’ Officina ferrarese (1934). La fortuna critica dell’opera, intrecciata ai “pellegrinaggi d’arte” di Bernard Berenson e alla corrispondenza con Gustavo Frizzoni, restituisce un quadro complesso di attribuzioni, oscillanti tra la cultura veneziana e possibili tradizioni adriatico-pugliesi. Il contributo intende ripercorrere vicende attributive inedite ( in primis legate alla figura di Berenson), sottolineandone il ruolo di cerniera tra Venezia e la Puglia e il valore paradigmatico per la comprensione dei processi di ricezione della cultura figurativa rinascimentale lungo le rotte adriatiche. La pala di Monopoli si configura come un’opera cardine per lo studio dei rapporti tra committenza locale e linguaggi artistici d’importazione, restituendo l’immagine di un centro strategico nella geografia artistica del Rinascimento italiano.