Dialettica e ragione come autocritica del reale. L’interpretazione del Medioevo nelle <i>Lezioni sulla filosofia della storia</i> e nelle <i>Lezioni sulla storia della filosofia</i> di Hegel
L’articolo esamina il modo in cui Hegel analizza il medioevo come entità storica e culturale. Per Hegel, la storia è anche storia della filosofia, così come la filosofia è pienamente parte del processo storico materiale. In entrambe le dimensioni, Hegel va alla ricerca dell’evoluzione dello Spirito e dello sviluppo di quello che considera il telos della Storia: la consapevolezza della coscienza umana di essere destinata alla libertà. Tanto i periodi storici che i processi di sviluppo del pensiero sono pensati da Hegel come entità unitarie, che si evolvono cumulativamente, anche se il loro dispiegamento non è lineare. Il pensiero di Hegel, da questo punto di vista, è strutturalmente critico, perché considera il rapporto tra soggetto e mondo e le forme della vita associata (lo spirito oggettivo) come sempre insufficienti, nel quadro di una realtà – quella storica come quella della coscienza – che non può mai essere ipostatizzata, ma va sempre correlata al proprio negativo, a ciò che non è ancora, in vista del pieno sviluppo della facoltà umane e delle possibilità della Ragione. La domanda al centro dell’articolo è dunque la seguente: come pensa Hegel il Medioevo all’interno di questa struttura teorica? Che posto gli assegna nell’evoluzione dello spirito? The article examines how Hegel analyzes the Middle Ages as an historical and cultural entity. According to Hegel, history also means history of philosophy, just as philosophy is fully part of the material historical process. In both dimensions, Hegel seeks the evolution of the Spirit and the development of what he considers the telos of history: the human subject’s awareness that consciousness is constituted by freedom. Historical periods and processes of intellectual development are conceived by Hegel as unitary entities that evolve cumulatively, even if their unfolding is not linear. Hegel’s thought can be defined as structurally critical, because it treats the relationship between subject and world as always to be transcended, and reality can never be hypostatized or considered only in itself, but it must always be correlated with its own negative, with what it is not yet, in view of the full development of human faculties and the possibilities of Reason. The central question of the article is thus: how does Hegel conceptualize the Middle Ages within this theoretical structure? What place does he assign it in the history of Spirit’s evolution?
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